'Non c'è sangue minoico o asiatico nelle vene delle muse greche.
Il nome di Odisseo, come recentemente analizzato da un mio collega, Mauro Agosto, che ha poi pubblicato larticolo.Nilsson enumera vari significativi indizi, quali la presenza, nelle più antiche tombe micenee, di grandi quantità di ambra baltica (che invece scarseggia sia nelle sepolture più recenti, sia in quelle minoiche a Creta l'impronta prettamente nordica della loro architettura (il "megaron" miceneo "è identico alla.A questo punto, un modo per far "quadrare i conti" potrebbe essere quello di introdurre un ulteriore tassello: la verifica dell'eventuale coincidenza della geografia omerica, così problematica rispetto al contesto mediterraneo, con quel mondo nordico da cui potrebbero essere discesi i Micenei allorché si stabilirono.Inoltre, in tale contesto settentrionale sono localizzabili anche le avventure di Ulisse, le quali trovano precisi riscontri lungo le coste e le isole del Mar di Norvegia, attraversato da un ramo della Corrente del Golfo, il "fiume Oceano" della mitologia.Stuart Piggott, grande accademico ed archeologo inglese) ed una serie di indizi sull'origine nordica dei Micenei, a cui fanno riscontro le singolari analogie tra reperti nordici e mediterranei della stessa epoca.Insomma, gli studi portati avanti sulla civiltà micenea e sulle sue origini, quali emergono dall'archeologia e dalla decifrazione dei testi riportati sulle tavolette, lungi dal chiarire i suoi rapporti con i due poemi, hanno fatto emergere un quadro complesso, in cui coesistono le divergenze, non.LOdissea si spiega anche come una riduzione a moduli micenei e protoarcaici della tradizione di Gilgamesh secondo la redazione di Sin-lequi Unninni.Si tratta di una prospettiva che se da un lato è una conseguenza logica del quadro sopra delineato, dall'altro potrebbe consentire a tutti i pezzi sparsi del puzzle di trovare una collocazione logica in una visione d'insieme finalmente chiara e coerente.E forse dal nome di Enea, che secondo Omero fu il capostipite di una lunga dinastia, deriva quello di "Aeningia attestato da Plinio, con cui i Romani conoscevano la Finlandia meridionale.Felice Vinci, Omero nel Baltico, Palombi, Quinta.Quanto ai nomi greci, la rispondenza è così capillare che si trovano consonanze fra i documenti diplomatici di Hattushas e le tradizioni minori dei miti eroici: così Tawaklawa figlio di Antrawa è ladattamento ittita del nome delleroe Etewokléwes (Eteocle) figlio di Andrèus (Andreo presente.Colin Renfrew afferma che "si verifica tutta una serie di rovesciamenti allarmanti nelle relazioni cronologiche.D'altronde, già alla fine dell'Ottocento il colto bramino indiano.G.A questo punto, in un'area ben delimitata nel sud della Finlandia si ritrovano numerosissimi toponimi che ricordano i nomi degli alleati dei troiani (Askainen, Reso, Karjaa e tanti altri) ed un villaggio, Toija, il cui territorio coincide esattamente con la descrizione omerica di Troia (mentre.Klavs Randsborg mette in rilievo che certi reperti dell'archeologia scandinava, ed in particolare le figure incise sulle lastre del tumulo di Kivik, nella Svezia meridionale, presentano rimarchevoli affinità con i modelli dell'arte egea, al punto da indurre qualche studioso del passato a ipotizzare che quel.In primo luogo, tutti i nomi degli eroi troiani principali hanno precisi corrispondenti circostanziati, foneticamente compatibili, nei documenti dellimpero anatolico degli Ittiti offerte telefonia auchan ancona della tarda età del bronzo.Quest'ultima dunque rappresenta il ricordo, trasmesso attraverso i secoli dagli aedi alle civiltà successive, delle vicende che a suo tempo si erano svolte nella perduta patria "iperborea" (a cui in effetti i Greci classici continuavano a sentirsi legati, come ci attestano vari Autori).West e argomenta ancora Mauro Agosto).In Omero, la cartografia baltica funziona, la marenostresca.
Ciò d'altronde è perfettamente in linea con quanto afferma il prof.
Partendo da questa indicazione e seguendo la rotta verso est, indicata nel V libro dell'Odissea, percorsa da Ulisse dopo la sua partenza dall'isola (identificabile con una delle Färöer, tra le quali si riscontra un nome curiosamente "grecheggiante Mykines si riesce subito a localizzare la terra.


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